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il Bollito Misto
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Appuntamento con le tradizioni gastronomiche piemontesi: il bollito misto.
Asti dedica un'intera domenica, il 30 marzo, a uno dei piatti principe della gastronomia piemontese, il bollito misto.
Tipico secondo da sempre presente sulle tavole piemontesi e non solo, se cucinato a regola d'arte, si trasforma in un piatto completo,
cucinare il vero bollito non e' semplice: eh si', perche' il vero bollito esige che vengano rispettate delle severe regole, a partire dai tagli di carne che vengono selezionati. Sono 7 in tutto: groppa o capocollo o tenerone, gamba o stinco, pancia o scaramella o biancostato o grasso-magro, culatta, cappello da prete o 'arrosto della vena' o sottopaletta, punta con il suo fiocco.
Sette sono anche gli 'accessori' che fanno da ornamento al piatto e che vanno cotti in pentole separate: testina, lingua, zampino, coda, gallina, cotechino e lonza.
La tradizione vuole che ci si sieda a tavola, si attacchi con qualche assaggino di un buon cacciatorino, giusto per far la bocca al Barbera - meglio se giovane - e si prosegua subito con il bollito. Servito caldo e fumante, viene distribuito a ogni commensale, in 14 pezzi, tutti quelli citati poc'anzi. Ad accompagnare questa meraviglia, fettone di pane di campagna, i tradizionali 'bagnet' e altri contorni che, anche in questo caso, sono sette.
Una volta terminata questa gustosa maratona non resta che concedersi un dolce, ammesso che rimanga spazio ed energia sufficienti. Mal che vada si concludera' con un pusacafe'.
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